Detassazione premi di risultato 2026–2027: come funziona l’aliquota all’1%
di NexumStp S.p.A.
Un’alleanza fra persone che dà vita a una promessa condivisa, a un impegno leale e trasparente, fonte di crescita ed evoluzione reciproche.
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La detassazione premi di risultato torna al centro delle politiche di incentivazione del lavoro grazie alla bozza della legge di bilancio 2026, che introduce un’importante riduzione dell’imposta sostitutiva: per il biennio 2026–2027 l’aliquota scende all’1%, rafforzando il ruolo dei sistemi premianti e sostenendo il potere d’acquisto dei lavoratori.
In un contesto in cui le imprese ricorrono sempre più alla contrattazione di secondo livello, questa misura si conferma strategica sia per migliorare la produttività sia per aumentare l’attrattività dei pacchetti retributivi.
Crescita della contrattazione e nuove soglie di agevolazione
Secondo gli ultimi dati del Ministero del Lavoro, a settembre 2025 i contratti aziendali e territoriali che prevedono premi collegati a obiettivi di produttività e qualità superano le 146.500 unità, con un incremento del 6,2% rispetto all’anno precedente. Il legislatore interviene per consolidare questa tendenza, introducendo due novità decisive:
- Riduzione dell’imposta sostitutiva all’1% per i premi erogati nel 2026 e 2027;
- Aumento della soglia agevolabile da 3.000 a 5.000 euro lordi.
Il premio di produzione diventa quindi uno strumento ancora più efficace per valorizzare il contributo dei lavoratori e creare un legame diretto tra performance individuale, performance aziendale e componente retributiva variabile.
Requisiti per accedere alla tassazione agevolata
La tassazione dei premi di risultato agevolata è accessibile a tutti i datori di lavoro privati, inclusi professionisti e soggetti non imprenditori. I lavoratori devono rispettare un solo requisito reddituale: avere percepito, nell’anno precedente, redditi da lavoro dipendente inferiori a 80.000 euro.
Rientrano nel regime agevolato:
- Premi variabili collegati a obiettivi incrementali;
- Partecipazione agli utili dell’impresa;
- Somme collegate a indicatori misurabili definiti dalla contrattazione aziendale o territoriale.
L’incrementalità degli obiettivi è un principio centrale: almeno uno tra produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione deve migliorare rispetto all’anno precedente. Il criterio è stato ribadito più volte dall’Agenzia delle Entrate, da ultimo con l’interpello n. 59/2024.
Cosa cambia per il bonus dipendente
Il bonus dipendente sottoposto a imposta sostitutiva all’1% costituisce un vantaggio economico significativo, poiché la tassazione ordinaria (IRPEF + addizionali) può superare anche il 30–35% per alcune fasce reddituali. La riduzione dell’aliquota permette di incrementare in modo diretto il valore netto percepito dal lavoratore, con un impatto positivo anche su motivazione e retention.
Rientrano nel perimetro agevolato:
- Premi di risultato collegati a indicatori oggettivi;
- Premi di produttività stabiliti dal contratto aziendale;
- Partecipazione agli utili, anche senza incremento di produttività, se prevista dalla contrattazione collettiva.
Welfare aziendale: la scelta più conveniente
La normativa consente la conversione, totale o parziale, del premio di risultato in servizi di welfare, trasformando il premio in credito da utilizzare in beni e servizi. La conversione garantisce:
- Totale esenzione fiscale e contributiva per il lavoratore;
- Riduzione del costo del lavoro per l’impresa;
- Accesso a servizi sanitari, previdenza complementare, educazione, trasporti, assistenza familiare.
È una scelta particolarmente efficace per i premi più elevati, poiché elimina completamente il prelievo contributivo e porta a un beneficio netto superiore rispetto alla semplice detassazione.
Ulteriore requisito: l’incrementalità degli obiettivi
Un aspetto centrale, più volte richiamato dall’Agenzia delle Entrate, riguarda il carattere incrementale degli obiettivi collegati al premio. Per accedere alla detassazione premi produttività, almeno uno degli indicatori (produttività, qualità, efficienza, innovazione o redditività) deve mostrare un miglioramento rispetto all’anno precedente. La mancanza di tale incremento impedisce l’applicazione dell’imposta sostitutiva, indipendentemente dalla presenza di un accordo aziendale.
Conclusioni
L’aliquota all’1% sulla detassazione premi di risultato rafforza la contrattazione aziendale e favorisce modelli organizzativi fondati su efficienza e coinvolgimento. Un corretto settaggio degli obiettivi, accompagnato da una gestione conforme dei contratti, consente alle imprese di massimizzare i benefici fiscali e motivazionali.
NexumStp supporta le aziende nella progettazione dei sistemi premianti, nella definizione degli indicatori e nell’applicazione della disciplina fiscale per il biennio 2026–2027. Per saperne di più contattaci.
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