Abolizione del coacervo successorio e impatti su donazioni e successioni
di NexumStp S.p.A.
Un’alleanza fra persone che dà vita a una promessa condivisa, a un impegno leale e trasparente, fonte di crescita ed evoluzione reciproche.
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Il coacervo successorio rappresenta uno degli istituti più rilevanti nella gestione dell’imposta su successioni e donazioni, poiché incide sull’utilizzo delle franchigie nelle successioni e sulla determinazione della base imponibile. La sua abolizione formale, introdotta nel 2024, ha modificato in modo significativo le logiche di calcolo, con importanti ricadute per contribuenti e imprese che gestiscono patrimoni familiari.
Cos’è il coacervo e cosa cambia dopo l’abrogazione
Il coacervo rappresenta la somma dei valori ricevuti dal medesimo soggetto tramite donazione e successione dal medesimo donante. Tale meccanismo, previsto dall’art. 8, comma 4, del D.lgs. 346/1990, obbligava a cumulare beni ereditati e beni donati per verificare il superamento della franchigia prevista per l’imposta di successione e per determinare l’imposta complessiva.
Con il D.lgs. 139/2024, in recepimento dell’orientamento della Cassazione (sent. 17623/2022) e dell’Agenzia delle Entrate (circ. 29/2023), il coacervo successorio è stato abrogato. L’eliminazione non riguarda solo le successioni aperte dal 2025, ma anche quelle precedenti, poiché la prassi amministrativa ne aveva già sancito la disapplicazione.
Effetti sull’imposta di successione
Con l’abolizione del coacervo di successione, le donazioni pregresse non si sommano più ai beni trasferiti per eredità. Pertanto:
- Non aumentano la base imponibile;
- Non riducono le franchigie successioni riconosciute per parenti in linea retta, fratelli, sorelle e soggetti con disabilità;
- Non incidono sull’applicazione delle aliquote dell’imposta di successione.
Esempio pratico
- Donazione nel 2022: immobile da 1.000.000 €;
- Successione nel 2025: ulteriori beni per 1.000.000 €.
Risultato: entrambi i trasferimenti restano entro la franchigia successione stabilita, senza generare imposta, poiché il cumulo non è più previsto.
Dove il coacervo continua ad applicarsi
Nonostante l’abolizione in ambito successorio, il coacervo resta pienamente operante nelle donazioni ripetute, ai soli fini dell’erosione della franchigia prevista dall’imposta di donazione.
Esempio pratico
- Donazione 2023: immobile da 1.000.000 €;
- Donazione 2025: partecipazioni da 500.000 €.
La seconda donazione è tassata, poiché la franchigia risulta già consumata. In questo contesto, il meccanismo di coacervo successione/donazione continua a svolgere un ruolo essenziale.
Donazioni comprese ed escluse nel coacervo
Rientrano nel coacervo:
- Donazioni e atti gratuiti;
- Trasferimenti tramite trust o vincoli di destinazione;
- Costituzione o rinuncia a diritti reali;
- Attribuzione di rendite o pensioni;
- Dichiarazioni di morte presunta e possesso dei beni dell’assente.
Sono escluse:
- Liberalità per mantenimento, educazione, malattia, abbigliamento o nozze (se non eccessive);
- Liberalità d’uso e donazioni di modico valore con tradizione del bene;
- Donazioni collegate ad atti soggetti a imposta di registro proporzionale o IVA.
Conclusioni
L’abolizione del coacervo successorio semplifica la gestione delle successioni e amplia la possibilità di beneficiare delle franchigie senza penalizzazioni derivanti da precedenti donazioni. Tuttavia, il coacervo mantiene un ruolo determinante per le donazioni successive, che richiedono un’attenta pianificazione per evitare imposte inattese.
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